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Lunedì, 09 Novembre 2009
Il tempo è adesso
di Franco Bianco,
Aspettando Copenhagen / 7. Considerazioni sull'evoluzione storica della concentrazione atmosferica di CO2, e il grido di allarme lanciato da Desmond Tutu:
"L'unica vera soluzione al problema dei cambiamenti climatici è cominciare subito a ridurre le emissioni. Possiamo, e dobbiamo, lavorare congiuntamente perché il problema del clima non faccia innestare la marcia indietro allo sviluppo dell'umanità"
Dopo quanto esposto nei precedenti articoli in merito agli aspetti generali della concentrazione di CO2(e) nell'atmosfera, restano da affrontare le ultime due delle cinque tappe che, nel terzo articolo di questa serie divulgativa, ci eravamo proposti di seguire come percorso logico ed espositivo.
La quarta e la quinta tappa (ricordiamole: il riscaldamento produce modificazioni ambientali e climatiche; queste modificazioni finiscono per incidere sulle nostre vite e sulle nostre risorse vitali) possono essere raggruppate analizzando di seguito, come anticipato nell'articolo precedente, le risultanze scientifiche - valori attuali e di tendenza - relative alla concentrazione dei gas serra, ed i rischi ad essa connessi.
Partiamo dai dati storici, che siamo ora in grado di ricavare, con fondamento scientifico di assoluta attendibilità, grazie alle tecniche di "carotaggio" nei ghiacci.
Queste consistono nel prelevare campioni (piccoli cilindri simili a carote, da cui il nome della tecnica) che forniscono indicazioni sull'evoluzione delle condizioni climatiche della Terra dall'epoca attuale fino a periodi di centinaia di migliaia di anni addietro, grazie alla capacità del ghiaccio di mantenere le stesse proprietà chimiche, dipendenti dalle condizioni climatiche presenti nel momento della precipitazione che ad esso ha dato origine; in particolare, si riescono così ad ottenere informazioni precise - dall'analisi delle bolle d'aria intrappolate nel ghiaccio - sul contenuto di metano e di anidride carbonica in un certo periodo (ad ogni periodo corrisponde una determinata profondità.
Si arriva ad effettuare prelievi fino ad alcune migliaia di metri di profondità, grazie alle tecnologie di cui si dispone).
Dai dati che in questo modo si ottengono risulta che prima della cosiddetta "rivoluzione industriale" (ultimi decenni del Settecento) la concentrazione di anidride carbonica nell'atmosfera era, come è stato già richiamato, di circa 270 ppm.
In epoche geologiche precedenti essa era stata molto più alta, a causa delle eruzioni vulcaniche, che contengono grandi quantità di anidride carbonica; poi «l'evoluzione degli organismi capaci della fotosintesi aveva agito come riduttore della concentrazione di CO2: in effetti, i combustibili fossili - carbone, petrolio e gas naturale - sono proprio residui di organismi viventi che fissarono la CO2 nella fotosintesi».
Così la concentrazione si stabilizzò intorno al valore citato, di 270 ppm, che - con il moderato effetto serra a cui dava luogo - assicurava alla vita animale e vegetale la possibilità di svolgersi.
Ricordiamo che la Terra ha all'incirca quattro miliardi di anni, la vita sulla Terra ne ha tre; gli ominidi sono comparsi un po' meno di dieci milioni di anni fa, e la sua evoluzione - il cosiddetto homo sapiens - ha circa mezzo milione di anni.
«Il clima terrestre ha conosciuto varie fluttuazioni, con epoche glaciali alternate a periodi interglaciali; ci troviamo attualmente verso la metà di un tale periodo, relativamente caldo, di circa 10.000 anni.
I cicli di quelle fluttuazioni avevano durate dell'ordine dei 100.000 anni; le variazioni a cui queste davano luogo erano perciò estremamente lente e permettevano l'evoluzione biologica» (virgolettati riportati dal testo del Prof. Enzo Tiezzi "Tempi storici, tempi biologici", Donzelli 2005).
Tornando alla CO2 ed alla sua concentrazione (insieme a quella degli altri gas serra), le cose sono cambiate - checché ne pensino gli "scettici del clima" - quando i combustibili fossili hanno iniziato ad essere usati su larga scala, il che è avvenuto, appunto, con l'avvento dell'era industriale - che fu caratterizzata dall'avvento della "macchina a vapore" - giustamente denominata "rivoluzione" poiché essa cambiò in profondità i modi ed i costumi di vita dell'umanità, soprattutto - ma non solo - nelle aree del mondo in cui essa si sviluppò (un qualche effetto di "traino" vi fu, prima o poi, anche su quelle che non furono direttamente interessate dai nuovi assetti produttivi, o che vi arrivarono più tardi.
Le biblioteche sono piene di volumi, di varia ed anche opposta impostazione, sul carattere intrinsecamente espansivo della civiltà industriale).
L'aumento di concentrazione dei gas serra, con gli innalzamenti di temperatura a cui dà luogo - vedremo già dal prossimo articolo dati e scenari -, può causare effetti pari a quelli di intere epoche geologiche, e quindi equivale ad una brusca accelerazione del "tempo geologico", il che comporta rapide e traumatiche evoluzioni, per la difformità dai "tempi biologici".
A tali traumatiche evoluzioni ed ai pericoli che esse comporterebbero il mondo è chiamato a sottrarsi, adottando comportamenti adeguati.
E' una responsabilità enorme che incombe sui "potenti della Terra", alla quale dovranno essere fornite risposte rapide: il tempo è adesso.
I primi ad essere colpiti dagli effetti dei cambiamenti climatici saranno i più poveri.
Perciò Desmond Tutu, il grande arcivescovo anglicano nero che fu in prima fila nella lotta contro l'apartheid in Sudafrica e per questo ottenne il premio Nobel per la pace nel 1984, ha scritto:
«L'unica vera soluzione al problema dei cambiamenti climatici è cominciare subito a ridurre le emissioni. Possiamo, e dobbiamo, lavorare congiuntamente perché il problema del clima non faccia innestare la marcia indietro allo sviluppo dell'umanità. Per questo invito i leader dei Paesi ricchi a mettere l'adattamento ai cambiamenti climatici al centro dell'agenda internazionale sulla povertà, e di farlo subito, prima che sia troppo tardi».
Gli articoli precedenti sono stati pubblicati su Aprileonline il
24 Settembre,
1° Ottobre,
8 ottobre,
15 Ottobre,
21 Ottobre,
ed il 28 Ottobre.